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Unioni civili: 37 deputati Pd, sì a normare diritti coppie gay, no equiparazione matrimonio e adozione

Un documento per chiedere la modifica di tre punti del testo del ddl Cirinnà sulle unioni civili che il 28 gennaio approderà in Aula al Senato. A sottoscriverlo sono 37 parlamentari del Pd, cattolici e laici, “convinti dell’esigenza di garantire e normare i diritti e i doveri delle coppie omosessuali”, ma al tempo stesso della necessità che nel testo venga marcata “la differenza” delle unioni civili rispetto alla “famiglia fondata sul matrimonio ex art.29 Costituzione”. “Ci anima – si legge nel testo – uno spirito unitario” per “realizzare, per quanto possibile, un consenso largo, non solo nel Pd, nella maggioranza che sostiene il Governo e nel Parlamento, ma soprattutto nel Paese”. A sottoscrivere il documento sono, tra gli altri, Alfredo Bazoli, Carlo Dell’Aringa, Giuseppe Fioroni, Franco Monaco, Edo Patriarca, Ernesto Preziosi. “Un passo importante” nel ddl Cirinnà, affermano gli estensori del documento, “lo si è fatto nel definire le unioni civili come ‘formazioni sociali specifiche’. Tuttavia, per assicurare coerenza logica e normativa a tale opzione” i 37 chiedono anzitutto “una riformulazione giuridicamente più coerente degli artt. 2, 3 e 4 che eviti i rimandi pedissequi alle norme del Codice civile sul matrimonio ivi considerato nella sua accezione costituzionale, sanando così le contraddizioni e ambiguità ora presenti”. I 37 deputati chiedono inoltre che “in premessa, il riferimento all’art. 2 della Costituzione sia reso esplicito”. La terza richiesta è lo stralcio dell’art. 5 che introduce la cosiddetta “stepchild adoption”, e il suo rinvio ad “una riforma più organica degli istituti paragenitoriali”, ovvero la sua sostituzione “con soluzioni normative che, nel garantire piena tutela ai diritti dei minori, evitino di legittimare o incentivare comportamenti gravemente antigiuridici”. “È dovere del legislatore, in tema di diritti civili – la conclusione del documento – farsi carico dell’obiettivo di non lacerare il Paese, e di evitare che le leggi al riguardo subiscano cambiamenti ad ogni avvicendamento delle maggioranze politiche. In breve, ci si deve dotare di uno spirito largo e di uno sguardo lungo”.

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