Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Msf accusa l’Ue: “catastrofico fallimento nella risposta umanitaria”

Lindis Hurum Medecins Sans Frontiers (MSF) Co-ordinator conducts a rescue in the Mediterranean.26th August 2015. A boat containing approximately 650 people is rescued in the Mediterranean Sea by the Bourbon Argos.

Denuncia un “catastrofico fallimento dell’Unione europea nel rispondere ai bisogni umanitari di rifugiati, richiedenti asilo e migranti nel 2015” il nuovo rapporto di Medici senza frontiere diffuso oggi e intitolato “Corsa a ostacoli verso l’Europa”, che mostra le conseguenze umanitarie delle decisioni europee. “Non solo l’Unione europea e i governi hanno fallito collettivamente nell’affrontare la crisi, ma con le loro barriere e la risposta caotica ai bisogni umanitari delle persone in fuga hanno di fatto peggiorato le condizioni di migliaia di uomini, donne e bambini già vulnerabili”, ha dichiarato Brice de le Vingne, direttore delle operazioni di Msf.  “Mai prima d’ora abbiamo dovuto avviare così tanti progetti in Europa o imbarcarci per salvare vite in mare. Mai prima d’ora abbiamo dovuto assistere così tanti disperati alle frontiere, curando le conseguenze fisiche e psicologiche dei drammatici viaggi, delle violenze subite e della mancanza di assistenza”, ha detto Federica Zamatto, responsabile medico progetti migrazione Msf, chiedendo ai  Paesi europei di “fare un bilancio del costo umano delle loro decisioni, assumersi le loro responsabilità e imparare dagli errori commessi per mettere al centro i bisogni dei più vulnerabili”. Nel 2015 i numeri dell’azione Msf per la migrazione in Europa sono triplicati. Tra il 1° gennaio e il 15 dicembre, Msf ha effettuato oltre 100.000 consultazioni mediche e psicologiche – sulle navi di ricerca e soccorso e nei progetti in Italia, Grecia e Balcani – e tra maggio e dicembre ha soccorso 23.747 persone in mare. In tutto Msf ha speso circa 31,5 milioni di euro e mobilitato 535 operatori umanitari per rispondere ai bisogni di rifugiati e migranti in Europa e nel Mediterraneo. Il rapporto descrive gli ostacoli che l’Europa e i governi europei hanno imposto lungo il percorso di oltre un milione di persone, la maggior parte delle quali in fuga da guerre e persecuzioni: “Mancanza di alternative alle pericolose traversate del mare, recinzioni di filo spinato per chiudere i confini, continui cambiamenti nelle procedure amministrative e di registrazione, condizioni di accoglienza del tutto inadeguate in Italia e Grecia, fino a veri e propri atti di violenza in mare e alle frontiere di terra”. Per Msf è “un approccio atroce e inaccettabile, che ha avuto conseguenze drammaticamente concrete sulla salute, sia fisica che psicologica, delle persone”. Msf rinnova la richiesta di un passaggio sicuro all’Europa, attraverso: “Canali legali e sicuri per i richiedenti asilo (anche tramite la possibilità di chiedere asilo alle frontiere di terra e il ricorso facilitato a misure di riunificazioni familiari, visti umanitari e ricollocamenti); percorsi di migrazione legali per ridurre viaggi pericolosi e reti di trafficanti; un meccanismo ambizioso di ricerca e soccorso in mare, da effettuare vicino alle coste di partenza e con luoghi di sbarco predefiniti che garantiscano condizioni umane e assistenza medica; investimenti nell’accoglienza invece che nella deterrenza; schemi di ricollocamento più ambiziosi; l’eliminazione di violenze e abusi da parte delle autorità”.

© Riproduzione Riservata
Europa