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Migrazioni: Tusk, “due mesi per salvare Schengen”. Juncker, “Stati non fanno la loro parte”. Weber, “Renzi populista”

(Strasburgo) “Renzi sta mettendo a repentaglio la credibilità dell’Europa a tutto vantaggio del populismo”. Manfred Weber, capogruppo dei Popolari all’Europarlamento, attacca frontalmente il premier italiano nel corso di un dibattito in emiciclo che sta valutando le conclusioni del Consiglio europeo di dicembre e le sfide che attendono l’Ue nel 2016. Weber aveva poco prima ricordato che l’Italia non è disposta a versare la parte di fondi che le compete nell’ambito dell’accordo da 3 miliardi di euro da destinare alla Turchia per l’emergenza-profughi. In aula aveva preso per primo la parola Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, affermando che per difendere gli accordi di Schengen e la libera circolazione nell’Unione “non c’è alternativa al controllo delle frontiere esterne”. Per Tusk “ci sono due mesi di tempo per salvare Schengen”. Sul tema si tornerà nel corso dei due prossimi summit, a febbraio e marzo. Dal canto suo Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Ue, ha sottolineato: “Quando sento dire che non c’è una risposta europea alle migrazioni si afferma il vero e il falso. È falso dire che non ci sono proposte: la Commissione ha presentato tutte le azioni necessarie per affrontare l’emergenza dei profughi. È vero, invece, che gli Stati membri non fanno la loro parte”, mentre “sono capaci di criticare”.

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