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Israele: Cpam in visita al campo richiedenti asilo di Holot

La delegazione del Cpam incontra i richiedenti asilo del campo di Holot

Visita ieri del Coordinamento della pastorale dei migranti (Cpam), che opera in seno al Patriarcato latino di Gerusalemme, ai richiedenti asilo ospitati a Camp Holot nel Negev (Israele). La delegazione, composta da 20 persone, tra sacerdoti, religiosi e laici che lavorano con i migranti a Gerusalemme, Tel Aviv e Beer Sheva, ha incontrato i fedeli cattolici, circa 60 dall’Eritrea, ma tra loro, spiegano dal Vicariato “San Giacomo” per i cattolici di lingua ebraica in Israele promotore dell’iniziativa, vi erano anche ortodossi eritrei e musulmani sudanesi. La delegazione ha trascorso tre ore con il gruppo dei richiedenti asilo ascoltando le loro storie, mentre descrivevano le loro “terribili condizioni” di detenzione. Si tratta di persone tutte residenti da anni in Israele, parlanti ebraico e con un lavoro. Arrestati e imprigionati nel campo mentre cercavano di ricostruire le loro vite. Fanno parte delle 47.000 persone cui le autorità israeliane si rifiutano di riconoscere lo status di rifugiati e, per questo, destinate a lasciare il Paese. Dal Cpam sono arrivati messaggi di incoraggiamento e l’esortazione a partecipare all’Anno della Misericordia. “Con questa visita – spiegano dal Vicariato – la Chiesa vuole mostrare ai migranti la sua vicinanza con la preghiera che la loro dignità venga riconosciuta rapidamente”.

 

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