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San Francesco: p. Messa (Sssmf), “i francescani hanno avuto spesso a relazionarsi con gli ebrei”

“I francescani hanno avuto spesso a relazionarsi con gli ebrei”. È quanto scrive padre Pietro Messa, preside della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani (Sssmf) della Pontificia Università Antonianum di Roma, commentando le “presunte origini ebraiche” di san Francesco d’Assisi di cui hanno parlato “con ironia” Papa Francesco e Riccardo Di Segni, stando a quanto ha riferito sul Corriere della Sera il rabbino capo di Roma nei giorni scorsi. Volendo trovare le ragioni per cui qualcuno nel passato ha affermato che san Francesco fosse di origine ebraiche, padre Messa ricorda che “l’abitazione di Pietro di Bernardone, il padre di Francesco, era dirimpetto a quella di una famiglia ebrea”. “Si giungerà a confondere le due distinte famiglie”, prosegue, e “alcuni cominciarono a leggere parole e atteggiamenti del Santo come espressioni della sua origine ebraica forzando testi e distorcendo la storia”. Inoltre, la sesta lettura della Leggenda umbra (1237-1239) “riporta il racconto di un bambino che a Capua cadde e sprofondò nella sabbia del fiume Volturno da dove fu recuperato privo di vita”. “Accorsero in molti – spiega padre Messa – invocando l’aiuto del Santo d’Assisi; tra di essi anche degli ebrei convennero mossi da naturale pietà”. “Grazie a tale invocazione dell’intercessione di san Francesco da parte di cristiani e ebrei il bambino ritornò in vita”. Infine, quando il 27 ottobre 1986 gli ebrei “accolsero l’invito di san Giovanni Paolo II a recarsi ad Assisi per una giornata interreligiosa di pellegrinaggio, digiuno e preghiera onde invocare il dono della pace, guidati dal rabbino Elio Toaff”, “si riunirono a pregare nella piazzetta dove nel Medioevo vi era l’insediamento ebraico dirimpetto alla casa di Francesco”, conclude padre Messa.

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