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Mcl in udienza dal Papa: Costalli, “Siamo qui per chiederle di aiutarci nelle scelte future”

Papa Francesco riceve in udienza i membri del Movimento Cristiano Lavoratori (16 gennaio 2016)

“La storia di questa associazione ecclesiale è scritta alla luce dell’impegno di testimonianza evangelica di tutti coloro che vi appartengono, il cammino quotidiano si ispira alla Parola di Dio e al magistero sociale della Chiesa”. Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori, si è espresso con queste parole nel porgere il saluto di Mcl a Papa Francesco durante l’udienza di oggi in Sala Nervi. Udienza cui segue l’attraversamento della Porta santa e la messa in San Pietro. “Incontrare lei – ha affermato Costalli – è il modo per riprendere ossigeno e dare senso all’impegno che ci attende al servizio della gente che lavora, dei giovani che condividono questo nostro percorso, delle persone trascurate dalla società, delle povertà reali e di chi non trova ascolto in un mondo che ha sempre fretta”. “In questi anni trascorsi abbiamo scelto di stare dalla parte di chi nel lavoro trova il proprio sostentamento e di chi non ha lavoro”. “Il nostro orizzonte – ha quindi aggiunto il presidente Mcl – si è allargato con il tempo: ci siamo spostati anche verso la Terra santa, complice il patriarca di Gerusalemme mons. Twal” (presente all’udienza e che celebrerà la messa in San Pietro), il quale “ci ha suggerito il modo per aiutare le opere educative e le giovani famiglie in difficoltà, costruendo le abitazioni per la loro vita familiare”.

Costalli ha quindi specificato che il movimento si è fatto carico di “sostenere il centro per il dialogo a Sarajevo, attraverso la guida di mons. Topic”, anch’egli presente all’udienza, “e dell’associazione Napredak”. Costalli ha poi ricordato altre attività sul versante della solidarietà avviate in Romania e Moldavia. “Siamo qui – ha quindi specificato – per chiedere alla Santità Vostra di aiutarci nelle scelte future, siamo qui per dirle che continueremo ancora a dare al senso del lavoro la nostra quotidiana attenzione, in tutti i suoi aspetti”. E in conclusione: “Siamo qui per confermarle la nostra volontà nel proseguire con la nostra attenzione verso le povertà, verso i poveri” e “a chiederle con tanto affetto e speranza: ci aiuti”.

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