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Giornata del migrante: mons. Oliva (Locri-Gerace), “ricordiamo i nostri parenti all’estero in cerca di pane…”

“La terra è la casa comune ove deve esserci posto per tutti, la madre che non discrimina i suoi figli”. Lo scrive il vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, in un messaggio alla diocesi in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra domani, 17 gennaio. Il vescovo ricorda “i tanti nostri parenti di tempi non molto lontani in cerca di pane e lavoro accolti in terra straniera, ove hanno ritrovato speranza e futuro. Non continuiamo a pensare – scrive – i flussi migratori un fenomeno di emergenza, da tamponare in qualche modo. Essi sono ‘una realtà strutturale’ che può essere una bella opportunità di sviluppo, tale da conferire un volto umano alla nostra società e a tanti nostri piccoli paesi in via di estinzione”. La Giornata di domani vuole essere una vera “festa dell’incontro, dello scambio e della solidarietà”. “Sentiamoci – è l’invito – parte di una famiglia aperta, interpellati dai fratelli migranti e rifugiati che bussano alle porte dei nostri Paesi e non chiedono altro che poter condividere uno spazio da vivere ed abitare”. Mons. Oliva cita i tanti comuni della diocesi che hanno fatto dell’accoglienza, “oltre che una risorsa, un valore aggiunto della propria agenda sociale”. Il presule quindi saluta e ringrazia quanti operano nel settore dell’accoglienza: cooperative, associazioni, enti pubblici e privati”: “sono il volto positivo di questa nostra terra spesso condizionata da un individualismo esasperato e  da sterile campanilismo”. Da qui l’invito ad abbattere “i muri e le barriere, per attivare processi di integrazione e d’inclusione sociale. Questo è favorito da una conversione interiore che sfaldi la pretesa dell’autoconservazione”.

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