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Burkina Faso: dopo gli attacchi a Ouagadougou, timori e speranze

“La situazione ora sembra calma, almeno qui, ma non ci sono ancora informazioni precise su quel che sta succedendo: anche la gente non sa cosa fare, c’è chi resta in casa e chi invece prova ad uscire in strada”. A parlare con il Sir, da Ouagadougou, è Alexis Nana, responsabile dell’ong dei gesuiti Magis. Come molti suoi concittadini Nana è frastornato dopo gli attentati di ieri sera nella capitale del Burkina Faso. “Tutti hanno paura – racconta – perché è una situazione senza precedenti. È la prima volta che accade qualcosa del genere e questo porta con sé molte domande”. Cresce intanto il bilancio delle vittime, arrivate a 23, oltre a quattro componenti del gruppo armato che ha colpito l’hotel Splendid e il locale Cappuccino. “All’ospedale siamo in stato d’allerta, nel caso arrivino altri feriti”, testimonia da parte sua padre Paul Ouedraogo, responsabile del San Camillo, struttura che si trova a pochi chilometri dai luoghi colpiti. Ma l’impatto sulla popolazione di quel che è successo, prosegue il religioso, è soprattutto psicologico: con l’insediamento del nuovo governo, dopo un fallito golpe a settembre, “si attendeva la pace, ora chiediamo misure per garantire la sicurezza e speriamo che, come in passato, continui ad esserci concordia tra le diverse confessioni e i diversi gruppi nel Paese”, conclude.

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