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Accuse di commercio d’organi e cadaveri fetali. Morgano (Parlamento Ue), “su scandalo Ippf la Commissione si comporta come Pilato”

L'europarlamentare Luigi Morgano

“Dopo più di due mesi, la Commissione europea ha finalmente ‘risposto’ alla mia interrogazione scritta in merito allo scandalo Ippf”. Luigi Morgano, eurodeputato italiano, fa il gesto delle virgolette mentre parla di “risposta”. “Sì, ci vogliono le virgolette perché siamo di fronte a una non risposta o, piuttosto, a una risposta che indica una evidente scelta di campo dell’Esecutivo Ue, su una vicenda che, in realtà, è ancora tutta da chiarire”. Le frizioni tra Italia e Commissione Juncker non mancano, ma Morgano mette sul tavolo un altro motivo di malcontento. L’interrogazione cui fa riferimento Morgano era stata anticipata dal Sir a ottobre e vi si leggeva: “Il 14 luglio 2015, negli Usa, a seguito di un’indagine condotta sotto copertura da due volontari del Center for Medical Progress, è stato pubblicato il primo di ben dieci sconvolgenti video, nei quali alti responsabili della Planned Parenthood Federation of America” (sigla internazionale Ippf), che fa “parte di una rete internazionale operante nel campo della pianificazione familiare, riconoscerebbero l’implicazione di questa associazione in settori come: commercio di organi, raccolta e vendita di parti di bambini abortiti, di cadaveri fetali intatti, non rispetto delle procedure abortive al fine di meglio recuperare gli organi”.

I media statunitensi avevano assegnato alla vicenda un certo risalto, tanto che l’Fbi aveva aperto un’indagine tuttora in corso. Morgano con la sua interrogazione domandava se la Commissione fosse a conoscenza di questi fatti, per poi aggiungere: “In attesa che l’indagine sia terminata e siano stabilite le responsabilità, non sarebbe più prudente nonché opportuno, alla luce dell’articolo 3.2 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – che stabilisce il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro – sospendere” tale organizzazione “dal registro per la trasparenza delle istituzioni dell’Ue e bloccare ogni suo eventuale accesso a fondi comunitari?”. Sul tema era intervenuta, con un’interrogazione, anche l’eurodeputata Daniela Aiuto, rimarcando che “cinque Stati Usa hanno già bloccato i fondi pubblici diretti alla Ippf”. A differenza di Morgano, Aiuto chiedeva alla Commissione di “revocare l’iscrizione della Ippf dal registro di trasparenza”, impedendone così “l’accesso alle istituzioni europee”.

Nei giorni scorsi il commissario Ue Neven Mimica ha formulato la risposta scritta in cui si legge: “La Commissione è a conoscenza delle accuse relative al programma di donazione dei tessuti attuato dalla federazione americana Planned Parenthood, che è membro della federazione internazionale Planned Parenthood (Ippf)”. E ancora: “La Planned Parenthood Federation of America non riceve finanziamenti dall’Unione europea”. La Commissione, rinviando la deputata Aiuto alle risposte formulate in altre occasioni, aggiunge: “La radiazione dal registro per la trasparenza si basa su norme e procedure consolidate e avviene solo in caso di ‘ripetuti episodi di mancata cooperazione o comportamento scorretto oppure un’inosservanza grave del codice di condotta’ del registro”.

Morgano a questo punto commenta: “Non solo la Commissione, fondendo la mia domanda con quella di un altro collega, risponde solo al fatto che non vi siano i presupposti ‘legali’ previsti dalla normativa Ue per procedere a una ‘radiazione’ della Planned Planned Parenthood Federation of America dal Registro per la trasparenza, per la quale, al contrario, il sottoscritto aveva suggerito l’opportunità di una possibile sospensione a titolo precauzionale – e quindi una misura provvisoria – in attesa che l’indagine dell’Fbi in corso sia terminata e siano stabilite le eventuali responsabilità”. “La cosa più grave è che il commissario allo sviluppo Neven Mimica, parlando a nome di tutto il Collegio, ha totalmente omesso di esprimersi sul merito della vicenda, senza neanche citare i termini dell’interrogazione che ho presentato: commercio di organi, raccolta e vendita di parti di bambini abortiti, di cadaveri fetali intatti, non rispetto delle procedure abortive…”.

Morgano aggiunge: “Pilatescamente” la Commissione Ue “ha preferito riferirsi a un asettico ‘programma di donazione dei tessuti’, facendo così totale astrazione del fatto di come siano stati recuperati questi ‘tessuti’. Visto che gli stessi tessuti citati non sarebbero altro che parti di corpi di bambini abortiti…”. Per l’europarlamentare “quello che è certo è che le parole hanno un senso e scegliendole la Commissione ha già deciso quale sia il responso su questa comunque sconvolgente storia che, indipendentemente dalle convinzioni personali, interpella profondamente ogni persona su cosa sia, oggi, l’etica nelle nostre società e il rispetto della dignità umana”.

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