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Giornata migrante e rifugiato: mons. Fiorini Morosini (Reggio Calabria-Bova), “nella Chiesa non ci sono stranieri”

Papa Francesco ha voluto “sintonizzare” la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato con l’Anno giubilare, “nel quale le braccia spalancate del Dio misericordioso sono un continuo stimolo a spalancare anche noi le braccia a questi fratelli che vengono da lontano”. È quanto scrive mons. Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, in un messaggio alla diocesi in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra domenica prossima. La loro stessa presenza ci ricorda che “nella Chiesa non ci sono stranieri, mette in evidenza e ci fa in qualche modo sperimentare la cattolicità, la dimensione universale della nostra vita cristiana”, aggiunge il presule ricordando che con tanti migranti “stiamo percorrendo assieme un cammino di integrazione reciproca, ci incontriamo con loro in ogni ambito della nostra vita sociale e anche dentro le nostre case, dove svolgono servizi preziosi. Tanti altri invece, specialmente fra gli ultimi arrivati, stanno lottando contro dure difficoltà, quasi in una lotta per la sopravvivenza loro personale e delle proprie famiglie”. “Sappiamo bene – prosegue il presule – che in questi ultimi anni gli esodi di massa più che una migrazione di libera scelta sono una fuga sotto l’incubo di guerre, disordini civili, miseria e fame. Senza una mano amica essi rischiano di smarrirsi in una drammatica solitudine, senza speranza, in preda a sentimenti di profonda frustrazione e forse di latente ribellione, da cui non riescono a uscire da soli”.

In Calabria, e particolarmente a Reggio Calabria – prosegue mons. Morosini – siamo spettatori diretti di una realtà così dura; al nostro porto, nell’ultimo biennio, sono approdati circa quarantamila diseredati, fuggiti dall’altra sponda del Mediterraneo e questi sbarchi non si interrompono nemmeno in questa rigida stagione: l’ultimo, il giorno stesso di Natale”. Il presule ricorda la sua visita recente al Porto della città dove ha aperto “idealmente” una Porta santa e ha gettato in mare un mazzo di fiori in ricordo dei migranti morti augurandosi che questo “non sia un mero gesto simbolico, ma esprima i sentimenti e i propositi di tutta la nostra Chiesa di Reggio: sentimenti di comprensione, di solidarietà, di condivisione che si concretizza anche con la piccola offerta, prescritta dalla Chiesa Italiana per questa giornata”. A Reggio Calabria la celebrazione principale della giornata si terrà nella cattedrale alle ore 18. I partecipanti, italiani e immigrati, si troveranno in piazza S. Agostino per le ore 17 da dove si procederà verso la cattedrale e si entrerà attraverso la Porta santa per partecipare alla messa presieduta dall’arcivescovo.

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