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Giornata migrante e rifugiato: Caritas Bolzano-Bressanone, almeno 150 richiedenti asilo vivono in strada, 900 accolti nei centri

Sono circa 150 i richiedenti asilo che vivono in strada nella diocesi di Bolzano-Bressanone. “Questa situazione ha naturalmente conseguenze per la loro salute fisica e psichica. Ecco un’occasione per mostrare cosa è la misericordia”. Lo scrivono i due direttori della Caritas di Bolzano-Bressanone, Paolo Valente e Franz Kripp, in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra domenica 17 gennaio. Dal momento che il numero delle persone che chiedono aiuto negli ultimi tempi è notevolmente aumentato, la Caritas si rivolge alla popolazione chiedendo un contributo di solidarietà. “Attualmente nei centri profughi altoatesini vivono circa 900 persone richiedenti asilo – spiegano -, assegnate all’Alto Adige nell’ambito del programma statale di accoglienza. Al momento tutte le case sono piene e non ci sono nuovi posti a disposizione”, spiegano Valente e Kripp. Poi ci sono coloro che arrivano in Alto Adige di propria iniziativa e formulano qui la loro domanda di asilo, senza prima essere passati attraverso un centro di accoglienza statale. “Anche per loro la procedura di asilo fa il suo corso – precisano -, però non hanno alcun alloggio, se non i centri dell’emergenza freddo che sono stati creati dal Comune di Bolzano e dell’Amministrazione provinciale. Queste strutture però chiudono nelle ore diurne. Di conseguenza  sono costrette a trascorrere all’aperto gran parte della giornata, con tutte le conseguenze a riguardo della salute, dell’igiene e della psiche”. Presso la mensa Santa Chiara di piazza Magnago, dove ogni giorno si alternano decine di volontari delle parrocchie di Bolzano, le persone ricevono quotidianamente, alla sera, un pasto caldo. Alla Casa Migrantes, vicino al ponte Roma, possono lavarsi e fare la doccia una volta alla settimana. Presso la Consulenza profughi di via Marconi hanno un servizio di aiuto a risolvere i problemi giuridici e burocratici. “L’afflusso a questi servizi è notevole. La mensa è frequentata ogni giorno da circa 150 persone (erano in media più o meno 70 qualche mese fa). Per la metà si tratta di persone richiedenti asilo. Anche la Consulenza profughi ha visto quasi raddoppiare i propri utenti, dai 430 del 2014 ai 758 del 2015. Grazie alla dedizione di operatori e volontari, si tratta spesso degli unici luoghi in cui i profughi non si sentono abbandonati a se stessi. Chi vive sulla strada e non sa come la sua vita andrà avanti subisce una forte pressione sul piano psichico”, spiegano i direttori Caritas.

 

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