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Azione Cattolica: Chiesa italiana dopo Firenze. Truffelli, tre priorità: sinodalità, protagonismo laicale e “costruire alleanze”

“È necessario che ci sia un dopo Firenze”: a sostenerlo è il presidente nazionale di Azione cattolica, Matteo Truffelli, introducendo il seminario di studi in corso presso la Domus Pacis a Roma. L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Istituto Vittorio Bachelet, l’Istituto di diritto internazionale della pace Giuseppe Toniolo e la rivista “Dialoghi”. La vera “responsabilità della Chiesa dopo Firenze è quella di coltivare l’attenzione”, spiega Truffelli. “Lo scopo è quello di riflettere con chi è stato a Firenze non per raccontarlo, ma per riprenderne il clima” e con chi non era presente “ma ha riflettuto su ciò che vi è emerso e necessario per fare passi in avanti” a livello ecclesiale e pastorale. Il punto di partenza sono le indicazioni di Papa Francesco contenute nella Evangelii gaudium, “che ci offre le coordinate per orientare il cammino”: fra queste, la “Chiesa in uscita” e una “Chiesa del dialogo”. “Il Convegno ecclesiale rappresenterà una tappa importante – continua il presidente di Ac – solo se sarà stato capace di mettere in atto l’invito del Pontefice”. Come si raggiunge questo traguardo? Sono tre le priorità indicate da Truffelli e approfondite nei lavori seminariali: “una Chiesa sempre più sinodale, il protagonismo laicale e la costruzione di alleanze per una Chiesa in uscita”. L’intervento di Truffelli si è concluso con lo stesso pensiero con cui ha iniziato: “Facciamo in modo che ci sia un dopo Firenze”.

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