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Unioni civili: Fattorini (Pd), no a stepchild adoption e a maternità surrogata

Il dissenso sul ddl Cirinnà “è relativo alla questione dei figli. Se siamo tutti d’accordo al riconoscimento dei diritti alle coppie omosessuali, sui figli non siamo d’accordo perché non sono un diritto né per gli eterosessuali né per gli omosessuali”. Lo ha detto la senatrice del Pd, Emma Fattorini, tra i firmatari dell’emendamento sull’affido rafforzato sulla stepchild adoption, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, la televisione dei vescovi italiani. “Ci convince poco – spiega – la formulazione attuale dello stepchild, questo sarà il terreno su cui trovare una mediazione. Non ci convince perché non si limita a tutelare i bambini già esistenti ma introduce” la possibilità della “maternità surrogata”, una “cosa gravissima. Abbiamo presentato proprio oggi questo emendamento che sta avendo un consenso molto più largo dello schieramento laici-cattolici”. Per la senatrice Pd, il procreare “deve avere dei limiti confinati in un diritto che non può essere stravolto utilizzando il corpo femminile di un’altra persona che ha una sua storia e un legame profondo con l’identità del nascituro. Siamo molto contenti se si arriva ad un rafforzamento del divieto all’interno della legge. Lo stralcio sarebbe stata l’ipotesi più limpida e trasparente”. Fattorini definisce “patetica” l’iniziativa di Gay.it che ha pubblicato sul web una lista di senatori del Pd che avrebbero forti dubbi sul ddl Cirinnà, ed esprime apprezzamento per l’intervista rilasciata sul tema dal segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino.

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