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Unioni civili: Comunità Papa Giovanni XXIII, no a stepchild adoption e ad affido rafforzato

La Comunità Papa Giovanni XXIII esprime forte critica nei confronti del ddl su “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” la cui discussione al Senato è prevista per il 28 gennaio. In particolare dice “no” alla stepchild adoption e/o all’affido rafforzato. La normativa sviluppatasi in Italia a partire dalla legge 184/1983 su affido e adozione, osserva Giovanni Ramonda, responsabile generale dell’associazione, “ha posto al centro il diritto del bambino a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma, non quello degli adulti ad avere un figlio”. L’art. 5 del ddl Cirinnà è “invece chiaramente orientato ad assicurare un figlio alla coppia omosessuale”, anche se “tutta la psicologia dell’età evolutiva dimostra che lo sviluppo armonico ha bisogno della presenza della figura paterna e materna”. Inoltre, “non potendo la coppia omosessuale generare un figlio, questa scelta andrebbe a favorire la pratica dell’utero in affitto, che è una inaccettabile forma di sfruttamento della donna e va a pianificare la nascita di bambini orfani di madre”. La Comunità Papa Giovanni XXIII rifiuta anche l’ipotesi attualmente in discussione a livello politico di risolvere il problema con una forma rafforzata di affido che “andrebbe a snaturare questo strumento giuridico importantissimo” per “dare ad ogni bambino una vera famiglia temporanea, in attesa che possa ritornare nella famiglia di origine o andare in adozione in una nuova famiglia”. Di qui l’invito ai legislatori a “concentrarsi sui diritti dei minori piuttosto che su quelli degli adulti”. “In Italia – conclude – due terzi dei minori da 0 a 2 anni con difficoltà familiari vengono collocati in comunità con operatori a turno, mentre ci sono tantissime famiglie disponibili. Questa è una vera emergenza sulla quale bisognerebbe intervenire, sostenendo reti di famiglie disponibili ad accogliere questi bambini e le vere comunità familiari che assicurano la presenza di una mamma e un papà”.

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