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Polonia: mons. Pieronek sulla situazione politica, governanti “sordi alla voce del popolo”

“Quello che oggi avviene in Polonia è la negazione delle regole dello Stato di diritto”: lo afferma monsignor Tadeusz Pieronek, già segretario generale delle Conferenza episcopale polacca, riferendosi all’attuale situazione politica in cui il partito di maggioranza e di governo Diritto e giustizia (PiS), guidato da Jaroslaw Kaczynski, trasforma il Paese “usando dei metodi inaccettabili”, e introducendo cambiamenti “con prepotenza e contro la volontà altrui”. Il presule critica i governanti in quanto “sordi alla voce del popolo” e ricorda che “chiunque sia al governo, ha il dovere di agire in conformità alle regole democratiche vigenti”. Nonostante il PiS abbia la maggioranza in parlamento, “il suo mandato non può violare la legge in vigore”, rileva mons. Pieronek, ricordando che “in due giorni non si realizzano delle trasformazioni che in ottemperanza delle leggi richiederebbero alcuni mesi”. “Se per qualcuno il fatto di aver vinto le elezioni costituisce una situazione straordinaria che legittimi delle modifiche delle leggi rapidissime e promulgate a notte fonda, significa che vuole fare una rivoluzione e questa non giova alla Polonia”, afferma il presule, che aggiunge: “Gli elettori hanno votato un programma di cambiamenti in positivo e non una rivoluzione che porta alle divisioni della società civile”.

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