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Giornata migrante e rifugiato: padre Ripamonti (Astalli), “vogliamo che l’Europa sia casa per tutti”

Padre Camillo Ripamonti

“Fintanto che non ci sentiremo tutti pellegrini, compagni di viaggio responsabili gli uni per gli altri non costruiremo e non vivremo in pace in una casa comune ricca nella diversità di ciascuno”. Lo ha affermato oggi pomeriggio padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, durante la visita di padre Adolfo Nicolàs, superiore generale della Compagnia di Gesù, in occasione della giornata del migrante e del rifugiato. “I rifugiati – ha sottolineato Ripamonti – ci interpellano, ci chiedono chi vogliamo essere e verso dove stiamo andando e queste domande più ancora delle risposte, oggi più che mai, credo siano urgenti perché sono un appello alla coscienza di tutti”. “Siamo confusi e impauriti quando non indifferenti ai drammi di milioni di persone che fuggono da guerre e persecuzioni”, ha aggiunto padre Ripamonti, per il quale “tutto questo si traduce in politiche europee e nazionali non lungimiranti, atteggiamenti di chiusura e di rinuncia al dialogo”. “Chiudiamo le nostre frontiere, non investiamo sull’unica vera risposta ai drammi di chi fugge, i corridoi umanitari”, ha proseguito, evidenziando come “investiamo troppo poco perché la conoscenza tra persone di culture e religioni diverse si realizzi”. Per padre Ripamonti, “i rifugiati che ogni giorno incontriamo al Centro Astalli ci ricordano drammaticamente con le loro storie e le loro difficoltà ma soprattutto con i loro volti che continuiamo a gestire il mondo con due pesi e due misure: un muro ideologico divide noi da loro”. “Questa giornata – ha concluso – vuole essere una pausa di riflessione prima di varcare quella porta d’Europa che simbolicamente sarà aperta domenica a Lampedusa. Vogliamo che l’Europa sia casa per tutti”.

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