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Diocesi: mons. Tonucci (Loreto), tanti pellegrini “proseguono con il percorso suggerito”

“Il passaggio della Porta Santa non è da considerarsi un gesto ordinario qualsiasi: va compiuto con coscienza e con spirito di penitenza. Chi lo compie, e prosegue poi con il percorso giubilare, deve anche ricordare che, in alcune ore, si svolgono in basilica anche le celebrazioni delle diverse messe d’orario”. A rammentarlo è monsignor Giovanni Tonucci, arcivescovo prelato di Loreto, facendo un bilancio del primo mese dall’apertura della santa della basilica mariana. “Si sono fatti passi molto importanti, soprattutto allargando gli spazi per le confessioni sotto il loggiato del Palazzo Apostolico”, testimonia l’arcivescovo, facendo notare che “i diversi atti di culto e le diverse esigenze devono convivere in spazi di culto relativamente ristretti”, ed è “difficile  trovare una soluzione che permetta di preservare il più possibile l’armonia indispensabile di cui necessitano entrambe”. “Per la prima volta nella storia della Chiesa, la Porta Santa è stata aperta anche fuori di Roma”, ricorda Tonucci: “Non avendo degli esempi precedenti su cui basarsi, si è cercato di capire quali fossero le necessità perché questo importante simbolo non fosse ridotto ad un passaggio ordinario col rischio di diventare invisibile e potesse essere il più possibile a disposizione dei fedeli”. “In queste prime settimane di esperienza, abbiamo potuto constatare che l’affluenza dei pellegrini, che entrano in Basilica attraverso la Porta Santa, e compiono così il gesto penitenziale per l’acquisto dell’indulgenza del Giubileo, è stata confortante”, prosegue l’arcivescovo: “Molti sono quelli che, subito dopo, proseguono con il percorso suggerito, che permette di approfondire il significato della nostra fede e del nostro cammino di conversione”.

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