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Diocesi: Milano, nota del Consiglio episcopale “verso le elezioni amministrative” di primavera

“Per la città. Verso le elezioni amministrative. Indicazioni per i fedeli della diocesi ambrosiana e per tutti coloro che apprezzano il confronto”: è il titolo del documento diffuso oggi dalla Curia milanese in vista delle elezioni comunali, fissate per la prossima primavera. Il testo porta la firma del Consiglio episcopale milanese e si compone di sei punti. “Uno stile cristiano per un confronto costruttivo”, è il primo paragrafo, in cui si legge: “Il tema della politica e della amministrazione pubblica è stato troppo a lungo censurato nei confronti interni alla comunità cristiana forse per il rischio di causare divisioni e contrapposizioni”. Ora si incoraggiano “i laici a confrontarsi sulla situazione, a interpretare le problematiche di questo momento”, sulla base della persuasione che “sia possibile praticare uno stile cristiano tra coloro che hanno a cuore la vita buona in città”. Segue un richiamo alla lettera pastorale dell’arcivescovo card. Angelo Scola, intitolata “Educarsi al pensiero di Cristo”, secondo la quale – si legge nel testo diffuso oggi – occorre maturare una mentalità che sappia vedere tutto nella luce del Signore e insieme trarre dalla fede e dagli insegnamenti della Chiesa motivazioni e criteri anche per la politica e la pubblica amministrazione. Segue un paragrafo sulla “responsabilità di proposte”. “Non avrà nessuna utilità la riproposizione di principi astratti e di ideologie. È doveroso per i cattolici e utile per tutti fare riferimento con competenza aggiornata e con capacità argomentativa agli insegnamenti ecclesiali, raccolti nella Dottrina sociale della Chiesa e ribaditi con alcune particolari insistenze da Papa Francesco”.

In questa direzione alcuni temi assumono “un rilievo particolare: la famiglia e le problematiche antropologiche e demografiche, la povertà e le forme della solidarietà, il lavoro e le prospettive per i giovani, la libertà di educare, l’attenzione alle periferie geografiche ed esistenziali”. “Nell’amministrazione locale i grandi temi e le esigenze spicciole della vita quotidiana richiedono concretezza e realismo e insieme l’orizzonte ampio di una idea di città e una visione complessiva della convivenza civile, in città, in Italia, in Europa. Quello che è certo è che, come si è constatato anche nel recente Convegno ecclesiale di Firenze, tra i cattolici italiani ci sono persone competenti, illuminate, capaci di unire letture sintetiche e complessive con proposte concrete e locali. E dunque si facciano avanti anche a Milano e nelle terre ambrosiane”. Seguono altrettanti punti dedicati al “dovere della partecipazione” e alla “legalità e resistenza alla corruzione”, tema che evidentemente segna in profondità la realtà milanese. Il penultimo passaggio si intitola: “La Chiesa non si schiera, i cristiani laici sì, con rispetto e coraggio”, indicando la necessità di non esporre le realtà ecclesiali al terreno di confronto o scontro politico. In conclusione, una “domanda”: “Che cosa ti impedisce o ti trattiene dall’offrire il tuo contributo, con il pensiero, la parola, la riflessione documentata e condivisa, con il tempo, il voto, la candidatura a una responsabilità amministrativa, per edificare una città sempre migliore?”.

 

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