Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Cardinale Parolin: su terrorismo, no a farsi “paralizzare da paura”. Violenza e religione “incompatibili”

“Essere realisti in questi tempi difficili, riconoscendo con sincerità e umiltà che siamo tutti impauriti” ma senza “lasciarci paralizzare dalla paura. È proprio quello che vogliono i terroristi. Bisogna reagire con coraggio e forza” e “farlo tutti insieme”. Così il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, in una lunga intervista al settimanale spagnolo Vida Nueva, oggi in edicola. A proporre la prima parte della conversazione – nella quale Parolin definisce il Giubileo “un momento straordinario di grazia e di rinnovamento spirituale” per “concentrarsi sull’essenziale”, che è la misericordia” – è L’Osservatore Romano. “Di fronte all’uso della religione per giustificare la violenza – afferma il cardinale -, sono in primo luogo i leader musulmani a dovere condannare senza ambiguità tutti gli atti di terrorismo commessi in nome dell’Islam. Spetta inoltre a loro insegnare chiaramente la totale incompatibilità tra violenza e religione”. Il segretario di Stato riconosce, tuttavia, che diversi leader islamici nel mondo “hanno denunciato e condannato il terrorismo”. La Chiesa cattolica, da parte sua, “deve continuare a impegnarsi nel dialogo interreligioso, perché oggi più che mai c’è bisogno d’incontrarsi e di parlarsi. Allo stesso tempo, può fare di più per capire il fenomeno dell’estremismo” e “raddoppiare i suoi sforzi per colmare i vuoti generati dal nichilismo spirituale”. Tenendo conto che il cosiddetto “Stato islamico” riguarda territori di alcuni Stati e minaccia la pace e la stabilità mondiale, “l’unico modo possibile di combatterlo è nel quadro del diritto internazionale”, e “l’organismo competente per decidere un intervento della comunità internazionale è il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”.

© Riproduzione Riservata
Chiesa