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Papa in Sinagoga: mons. Forte (Cei), “per una amicizia sempre più stretta ed autentica”

“Gli auspici sono quelli di una amicizia e di una collaborazione ebraico-cristiana sempre più stretta ed autentica”. È quanto monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, si attende dalla visita di papa Francesco alla Sinagoga di Roma il 17 gennaio. Monsignor Forte si trova attualmente a Gerusalemme dove ha tenuto la “annual lecture” all’Università Ebraica su invito del dipartimento di studi sul cristianesimo, “molto attivo – dice – e frequentato dagli studenti”. “Il punto di forza di Papa Francesco – dice l’arcivescovo in un’intervista – è la ricchissima esperienza che egli ha personalmente del dialogo fraterno con il mondo ebraico sin dai tempi di Buenos Aires e che gli fornisce una singolare capacità di incontro con il popolo da cui è venuto Gesù, che era ebreo e lo è per sempre”. Il 17 gennaio è il giorno in cui da anni le Chiese in Italia e gli ebrei italiani celebrano la Giornata per l’approfondimento del dialogo tra ebrei e cattolici. “Fu scelta – ricorda Forte – perché precedeva immediatamente quella della settimana di preghiere per l’unità dei cristiani (18-25 Gennaio) e in tal modo sottolineava che la fede d’Israele è la radice santa del cristianesimo e dell’unità che Cristo vuole fra i suoi discepoli. La scelta di quella data per la visita di Papa Francesco alla Sinagoga di Roma evidenzia l’importanza che Egli attribuisce all’amicizia ebraico – cristiana e al dialogo in cui essa si esprime”. Sono 20 anni che in Italia si promuovono incontri di conoscenza reciproca e di approfondimento biblico. “Il dialogo di questi anni – aggiunge il vescovo – è stato condotto a partire dal Decalogo e ha avuto frutti di grazia soprattutto nella crescita della conoscenza reciproca e della fiducia. Si tratta perciò di un cammino da portare avanti nella comune convinzione che esso rappresenta un autentico dono e arricchisce entrambi gli interlocutori in accordo con la volontà del Signore”.

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