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Argentina: mons. Candia (ordinario militare) ai cappellani militari e alle Forse dell’ordine, preoccupazione “per la minaccia della droga”

L’amministratore diocesano dell’Ordinariato militare, monsignor Jorge Candia, ha espresso ieri – attraverso una lettera pastorale rivolta ai capi militari, ai cappellani e agli altri membri delle Forze Armate e delle Forze dell’ordine – la sua grande preoccupazione “per la minaccia della droga che insidia le famiglie e le unità militari e di polizia”, riferendosi a una “crisi di valori” e a “un malessere esistenziale che la droga mette in evidenza”.
La lettera, resa nota un giorno dopo la cattura di tre detenuti argentini condannati per omicidi legati a un caso molto noto di narcotraffico e fuggiti quindici giorni prima da un carcere della provincia di Buenos Aires, arriva in un momento nel quale il governo argentino ha parlato di reti di complicità tra la malavita e le istituzioni messe in evidenza sia dall’evasione sia dall’inseguimento a carico delle Forze dell’ordine.
Mons. Candia esorta i destinatari della lettera a rivelare – con l’aiuto del pensiero di Papa Francesco – che “la piaga del narcotraffico richiede un atto di coraggio da parte di tutta la società” e ha annunciato che i vescovi argentini diffonderanno, a breve, “un documento con orientamenti per la pastorale delle tossicodipendenze in un ambito così specifico come quello che riguarda le Forze armate e le Forze dell’ordine”.
“Sono molti i giovani che pensano che tutti gli atteggiamenti sono uguali perché non riescono a distinguere il bene dal male e non conoscono il senso dei limiti morali”, scrive mons. Candia nella lettera: “Sono la comunicazione e la spiritualità gli assi che sostengono un vero cammino verso la prevenzione delle tossicodipendenze”.

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