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Attentato Istanbul: Hammerman (catechista), “attacco a turisti. Avvisati dei pericoli da Consolato tedesco”

“È stato colpito il cuore turistico di Istanbul, un luogo simbolo visitato da tantissimi stranieri ogni giorno, a pochi passi dalla Moschea blu e dal museo di Santa Sofia”: è il commento a caldo dopo l’attentato di questa mattina nella megalopoli turca che rilascia Franz Hammerman, tedesco, catechista cattolico a Istanbul, residente nella città da venti anni con la sua famiglia. Dopo un’esplosione intorno alle 10.30 nella piazza Sultanahmet, secondo i dati delle autorità turche, per ora il bilancio tragico è di 10 morti, la maggior parte tedeschi e 15 persone gravemente ferite. Ancora non ci sono state rivendicazioni di alcun gruppo terroristico. “Il bersaglio sono stati i turisti e gli stranieri”, aggiunge Hammerman, convinto che “quest’attacco avrà ripercussioni gravissime sul turismo che produce il 12% del Pil della Turchia”. “In un certo senso – continua – la minaccia terroristica nel Paese non è una novità, in questi vent’anni siamo stati testimoni di vari attentati di diverso sfondo ma non è che ti puoi abituare, la paura c’è sempre e inizi subito a chiamare. Mia moglie ad esempio lavora con gruppi tedeschi vicino alla zona colpita”.

“Certo – aggiunge Hammerman – dopo gli attentati successi a ottobre ad Ankara e dopo quelli di Parigi, l’allerta è salita”. “Anzi – racconta – da diversi mesi il Consolato tedesco di Istanbul avvisava di non frequentare posti turistici con grande concentrazione di persone, anche il sacerdote responsabile della comunità cattolica di lingua tedesca ‘S. Paolo’ di Istanbul, nelle sue mail aggiunge sempre che le autorità hanno avvertito di possibili pericoli per gli stranieri”.

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