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America Latina: l’allarme della rete ecclesiale per i progetti minerari delle multinazionali

La rete “Iglesias y Minería” (Chiese e attività minerarie), che opera a fianco della più ampia rete ecclesiale dell’Amazzonia (Repam), in una lettera aperta ai vescovi e ai pastori dell’America Latina diffusa ieri, manifesta “la propria preoccupazione per la crescita di violenze e incriminazioni di persone e comunità che si interessano ed esprimono una posizione critica” di fronte ai progetti minerari delle multinazionali in America Latina. Accanto a tale atteggiamento aggressivo, segnala la lettera aperta, si accompagna una nuova strategia delle imprese, che cercano di avvicinare alle proprie posizioni anche le stesse gerarchie ecclesiastiche. Le multinazionali, si legge in un comunicato diffuso dalla Repam, “non riescono a dimostrare che le operazioni minerarie siano sostenibili; le loro pratiche di responsabilità sociale d’impresa non cancellano i gravi danni e le violazioni causate dalle loro attività”. Ma al tempo stesso, si legge nella lettera, “la loro nuova strategia è cercare l’appoggio delle istituzioni, che hanno credibilità, per conquistare la fiducia del popolo. Tra queste istituzioni c’è anche la Chiesa”.
Di fronte a questa strategia la rete “Iglesias y Minería” chiede ai pastori di non assumere posizioni “neutre” e di mettere al primo posto “l’immensa dignità dei poveri”. Vanno in questo senso le recenti prese di posizione della Celam, di varie Conferenze episcopali nazionali e una recente pubblicazione del Consiglio latinoamericano delle Chiese.

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