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Roma: Delle Foglie, suoi mali legati anche a poteri “irresponsabili” come finanza e edilizia

Roma “è l’emblema della crisi della moderna urbanizzazione, nella quale i destini del popolo, la qualità della sua vita e la sua socialità sono spesso determinati da poteri ‘irresponsabili’, che, ad esempio, vanno dalla finanza all’edilizia. Poteri esterni alle logiche democratiche”. Lo afferma Domenico Delle Foglie, direttore dell’agenzia Sir, in un’intervista a Romasette, settimanale della diocesi di Roma. Commentando la recente “Lettera alla città” del cardinale vicario Agostino Vallini, che “con grande consapevolezza mostra la crisi etica e antropologica in cui vive la città di Roma”, Delle Foglie si sofferma sul “grave deficit di socialità che oggi si segnala come uno dei più gravi mali di Roma, insieme con la corruzione diffusa e capillare. Per non parlare del deficit di buona politica…”. Ma il documento parla anche di “anemia spirituale”, frutto, secondo il direttore del Sir, “della globalizzazione, del relativismo morale e dell’individualismo, con la rarefazione dei processi comunitari, a tutti i livelli”. E se mancano “vocazioni di credenti al sociale e alla politica”, qualche responsabilità ce l’hanno le comunità cristiane. “Il Papa – ricorda – chiede ai credenti di non costruire ‘eventi’, ma ‘processi’. Bisogna cominciare a chiederci se almeno abbiamo individuato il punto di partenza”. Cinque i “cantieri urgenti” indicati da Vallini: vecchie e nuove povertà, accoglienza e integrazione, educazione, comunicazione, formazione della classe dirigente di domani). Ma per costruire processi, “occorre tornare a pregare”.

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