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Papa Francesco: a Corpo Diplomatico, rovesciare la “cultura dello scarto”, appello per Vertice Onu di maggio

“Occorre un impegno comune che rovesci decisamente la cultura dello scarto e dell’offesa della vita umana, affinché nessuno si senta trascurato o dimenticato e altre vite non vengano sacrificate per la mancanza di risorse e, soprattutto, di volontà politica”. È l’appello del Papa, che nel discorso al Corpo Diplomatico ha ammonito: “È grave assuefarci a queste situazioni di povertà e di bisogno, ai drammi di tante persone e farle diventare normalità”. Per Francesco, è l’indifferenza il frutto di quella “cultura dello scarto” che “mette in pericolo la persona umana, sacrificando uomini e donne agli idoli del profitto e del consumo”. Oggi, il suo monito, “le persone non sono più sentite come un valore primario da rispettare e tutelare, specie se povere o disabili, se non servono ancora – come i nascituri -, o non servono più – come gli anziani”. “Siamo diventati insensibili ad ogni forma di spreco, a partire da quello alimentare, che è tra i più deprecabili, quando ci sono molte persone e famiglie che soffrono fame e malnutrizione”, il grido d’allarme del Papa, che ha auspicato che “il Primo Vertice Umanitario Mondiale, convocato nel maggio prossimo dalle Nazioni Unite, possa riuscire, nel triste quadro odierno di conflitti e disastri, nel suo intento di mettere la persona umana e la sua dignità al cuore di ogni risposta umanitaria”.

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