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Papa Francesco: a Corpo Diplomatico, migranti “non rientrano nei sistemi di protezione”, ascoltare voce di chi fugge da guerre, miseria e fame

“Spesso questi migranti non rientrano nei sistemi internazionali di protezione in base agli accordi internazionali”. Lo ha denunciato il Papa, che nel discorso al Corpo Diplomatico ha ricordato che il Signore accompagna “ogni persona, soprattutto chi è in una situazione di fragilità come quella di chi cerca rifugio in un Paese straniero”. “Tutta la Bibbia ci narra la storia di un’umanità in cammino, perché l’essere in movimento è connaturale all’uomo”, ha proseguito, spiegando che “la sua storia è fatta di tante migrazioni, talvolta maturate come consapevolezza del diritto ad una libera scelta, sovente dettata da circostanze esteriori”. “Dall’esilio dal paradiso terrestre fino ad Abramo in marcia verso la terra promessa, dal racconto dell’Esodo alla deportazione in Babilonia – ha osservato Francesco – la Sacra Scrittura narra fatiche e dolori, desideri e speranze, che sono simili a quelli delle centinaia di migliaia di persone in marcia ai nostri giorni, con la stessa determinazione di Mosè di raggiungere una terra nella quale scorra latte e miele, dove poter vivere liberi e in pace”. “Oggi come allora – la denuncia del Papa – udiamo il grido di Rachele che piange i suoi figli perché non sono più. È la voce delle migliaia di persone che piangono in fuga da guerre orribili, da persecuzioni e violazioni dei diritti umani, o da instabilità politica o sociale, che rendono spesso impossibile la vita in patria. È il grido di quanti sono costretti a fuggire per evitare le barbarie indicibili praticate verso persone indifese, come i bambini e i disabili, o il martirio per la sola appartenenza religiosa”. Anche oggi, per il Papa, occorre ascoltare “la voce di quanti fuggono dalla miseria estrema, per l’impossibilità di sfamare la famiglia o di accedere alle cure mediche e all’istruzione, dal degrado senza prospettive di alcun progresso, o anche a causa dei cambiamenti climatici e di condizioni climatiche estreme”. La fame, inoltre, è “ancora una delle piaghe più gravi del nostro mondo, con milioni di bambini che ogni anno muoiono a causa di essa”.

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