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Santa Sede: presentato Manuale per il rispetto dei diritti umani nelle povertà estreme

Uno strumento pratico per operatori sociali, religiosi, organizzazioni e Caritas che lavorano in tutto il mondo a contatto con i poveri, per rendere concreto il rispetto dei diritti umani nelle situazioni di povertà estrema: si tratta del “Manuale per l’attuazione dei Principi guida delle Nazioni Unite su povertà estrema e diritti umani”, edito dalle ong Franciscan international e Atd Quart mond, in collaborazione con Caritas internationalis, presentato oggi in Sala Stampa vaticana. “Uno strumento efficace – ha spiegato padre Michael A. Perry, ministro generale dell’Ordine francescano dei  Frati minori – affinché coloro che vivono in condizioni di estrema povertà possano crescere nelle loro capacità, nella fiducia reciproca, nell’analisi critica e nella coesione sociale”. Il manuale è in sostanza l’attualizzazione delle Linee guida approvate dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 2012, di natura legale ma non vincolante, alle quali gli Stati dovrebbero attenersi. La povertà estrema si configura infatti come una violazione dei diritti umani, anche per la serie di responsabilità dirette e indirette di chi la provoca. “Il manuale serve a rendere pratiche a livello locale queste Linee guida”, ha precisato Jean Tonglet, della ong francese Atd Quart mond, che lavora in 40 Paesi.  Anche per Michel Roy, segretario generale di Caritas internationalis, “è un strumento molto concreto per realizzare la giustizia, come ci ha invitato Papa Francesco parlando ai movimenti popolari dei diritti al tetto, alla terra, al lavoro”.

Per realizzare il testo ci sono voluti due anni di lavoro, consultando esperti, operatori sul campo e persone che vivono in povertà estrema. È stato tradotto finora in inglese e francese e presto in portoghese, spagnolo e tedesco. Sarà possibile anche scaricarlo on line, per renderlo accessibile ovunque e a tutti. “Le linee guida dell’Onu – ha precisato Francesca Restifo, di Franciscan international – sono molto importanti: sono il primo documento dedicato alle persone in povertà estrema ed il primo che riconosce la povertà come una violazione dei diritti, ricordando che gli Stati sono detentori di obblighi e che la povertà estrema non è inevitabile, perché generata da azioni e omissioni da parte di Stati e altre realtà economiche”. Il manuale ricorda che i mezzi per uscirne ci sono, a partire dall'”empowerment” delle persone povere, perché diventino in prima persona agenti del proprio cambiamento, anche tramite la partecipazione e la consultazione delle comunità. “Speriamo in questo modo – ha concluso Restifo – di contribuire al primo Obiettivo dei nuovi Obiettivi di sviluppo del Millennio da poco approvati: eliminare la povertà entro il 2030”. Una esperienza concreta dove può essere molto utile è stata raccontata dal vescovo di Obidos, monsignor Bernardo Johannes Bahlmann, francescano tedesco che vive nel cuore dell’Amazzonia brasiliana. La sua diocesi è estesa come metà del territorio italiano e i 300 mila abitanti si trovano a fare i conti con la deforestazione selvaggia e il commercio illegale del legno, anche verso Europa e Stati Uniti. “Tanti leaders che si coinvolgono nel combattere il deforestamento illegale e in difesa dei diritti umani sono minacciati di morte”, ha detto il vescovo, impegnato a fianco della popolazione, oltre che nell’azione di denuncia, nella creazione di un “Movimento verde” per riforestare l’Amazzonia.

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