Virus Zika, la parola agli esperti: pochi rischi per l’Italia

L’Organizzazione mondiale della sanità alza i livelli d’allarme sul virus Zika trasmesso da una zanzara, che provoca sindromi febbrili e probabilmente causa malformazioni nel feto come le microcefalie. Si tratta di un pericolo reale o di un allerta esagerato cavalcato dai media? Quali sono i possibili rischi per l’Italia? Ne abbiamo parlato con esperti che lavorano sul campo, in Italia e in Brasile.

L’Organizzazione mondiale della sanità alza i livelli d’allarme sul virus Zika trasmesso da una zanzara, che provoca sindromi febbrili e probabilmente causa malformazioni nel feto come le microcefalie. In una ventina di Paesi in America Latina, soprattutto in Brasile, è stato rilevato dall’inizio del 2015 un aumento di casi, e l’Oms teme possa provocarne 3-4 milioni. Zika è un virus di origine africana e provoca una sindrome febbrile simile, ma meno grave, a quella della Dengue e del Chikungunya, due virus trasmessi da zanzare molto diffusi in aree tropicali e sub-tropicali. Si tratta di un pericolo reale o di un allerta esagerato cavalcato dai media? Quali sono i possibili rischi per l’Italia? Di che si tratta, quali sono i sintomi e quali le eventuali cautele, soprattutto per le donne incinte? Ne abbiamo parlato con esperti che lavorano sul campo, in Italia e in Brasile.

In Italia pochi rischi. “In Italia il pericolo non è elevato – spiega Massimo Ciccozzi, epidemiologo dell’Istituto superiore della sanità (Iss) e del Campus biomedico  -. I quattro casi riscontrati in Italia, tre in cura all’ospedale Spallanzani di Roma e uno a Firenze, sono relativi a viaggi di persone in zone attualmente colpite dall’epidemia di Zika e soprattutto dell’America Latina. Adesso oltretutto in Italia siamo in inverno, quindi l’attività delle zanzare è veramente ridotta quasi a zero”. “Questa non è un’infezione che si trasmette da persona a persona, ma da zanzare del genere ‘Aedes’, soprattutto ‘Aedes aegypti’, diffuso nella fascia tropicale. Se, come avviene per Dengue e come avvenne per Chikungunya con una epidemia nella Regione Emilia Romagna sette anni fa, quest’infezione si trasmettesse anche da “Aedes albopictus” (zanzara tigre) per una mutazione, allora specialmente nel periodo estivo bisognerebbe prendere più precauzioni”, avverte Ciccozzi. “Il rischio c’è ma è molto basso (il rischio non è mai zero) poi con queste precauzioni si abbassa moltissimo – precisa l’epidemiologo – e comunque finora non ha mai causato morti”.

I sintomi. Lo Zika virus non è pericoloso per la maggior parte delle persone in quanto dà una sindrome febbrile abbastanza leggera. I sintomi normalmente sono febbre, mal di testa, dolori articolari, un’eruzione cutanea; tutto viene superato nel giro di pochi giorni. Ciccozzi condivide l’analisi dello scrittore scientifico David Quammen secondo cui la causa delle nuove malattie è data dalla distruzione degli ecosistemi: “Sono completamente d’accordo – afferma -. Siamo noi la causa delle pandemie, in questo caso potrebbe essere stata la deforestazione intensiva per produrre biocombustibili”.

Le precauzioni. Particolari precauzioni vanno prese dalle donne incinte, che devono evitare di essere punte. Per quanto possibile, evitare, se in gravidanza, un viaggio in zone dove l’epidemia è in atto o dove si sa che vi possono essere zone endemiche (ad esempio il Brasile). Le precauzioni per tutti sono quelle tipiche per non farsi pungere dalle zanzare: fare uso di repellenti nella fascia oraria serale; coprirsi con indumenti di cotone a maniche lunghe; indossare pantaloni (essere meno scoperti possibile). Inoltre disinfestare le zone abitative il più possibile per evitare la riproduzione delle zanzare.

Dal Brasile: “verità esagerate”. “Come per tutte le informazioni che si trasformano in guerre mediatiche c’è sicuramente molto di vero tra quello che arriva oltreoceano, ma molto è anche esagerato”. Dal Brasile parla Marta Giovanetti, filogenetista dell’Iss che lavora a Salvador da Bahia in un grande progetto internazionale sulla circolazione di arbovirus emergenti e riemergenti. “L’inizio del 2015 è stato il momento in cui un record di pazienti che presentano una ‘sindrome dengue-like’ sono iniziati ad apparire  in Brasile – racconta -. Una nuova sfida per il Brasile, con la circolazione dello Zika e con gli altri due arbovirus (Dengue, Chikungunya) già circolanti da qualche tempo”. Inizialmente l’infezione da questo nuovo virus era stata considerata “una malattia benigna – precisa Giovanetti – ma poi le preoccupazioni si sono aggravate con la constatazione di gravi casi di pazienti che presentavano infezione da Zika con concomitanti presentazioni neurologiche gravi, come la sindrome di Guillain-Barré. Ciò è inoltre coinciso  con la consapevolezza che forse l’infezione potesse essere correlata anche a malformazioni congenite e alla microcefalia. Tutto questo ha portato alla preoccupazione locale e a varie campagne di prevenzione”. Secondo l’esperta il Brasile, “essendo scientificamente molto attivo, si sta muovendo nella direzione giusta”. E siccome i brasiliani sono un popolo gioioso, vivace, abituato ad affrontare le difficoltà con ottimismo, anche una maschera anti-zanzare indossata dalle ballerine di Samba durante il Carnevale di Rio potrebbe essere un gesto divertente per sdrammatizzare.

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