Giustizia: “Salviamo i Tribunali per i minorenni”

Il disegno di legge “Delega al Governo recante disposizioni per l'efficienza del processo civile” è attualmente all’esame della Commissione giustizia del Senato. Ciò che preoccupa giuristi, magistrati, studiosi ed esperti è un emendamento che prevede la soppressione di Tribunali e Procure per i minorenni, che sono “il fiore all’occhiello della nostra giustizia”, ci spiega Claudia Mazzucato, docente di diritto penale e diritto penale minorile all’Università Cattolica di Milano. L’obiettivo della riforma sono l’efficienza e il contenimento dei costi, ma il rischio è la perdita della specializzazione, competenza e interdisciplinarità di questi organi giudiziari

È all’esame della Commissione giustizia del Senato il disegno di legge “Delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza del processo civile”, che, per un emendamento proposto dalla deputata del Pd, Donatella Ferranti, prevede la soppressione dei Tribunali e delle Procure per i minorenni e la loro sostituzione con sezioni specializzate all’interno dei Tribunali ordinari. L’eventuale abolizione ha suscitato molte polemiche. È stata lanciata una petizione contro la soppressione che ha superato le 23mila firme. E più di trecento nomi hanno sottoscritto l’appello “Salviamo i Tribunali per i minorenni” dell’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia (Aimmf). Tra i firmatari c’è anche Claudia Mazzucato, docente di diritto penale e diritto penale minorile all’Università Cattolica di Milano, che ci aiuta a capire qual è l’unicum dei nostri Tribunali e Procure per i minorenni, che “mezzo mondo ci invidia” e che “la riforma rischia di disperdere”.

Un esempio ammirato ovunque. “I Tribunali per i minorenni e le Procure della Repubblica presso i Tribunali per i minorenni sono stati istituiti nel 1934 con un’idea, allora particolarmente innovativa e che si è rivelata fondamentale nei decenni successivi:

un giudice dedicato ai minori”,

ricorda Mazzucato, che aggiunge: “Attualmente il Tribunale per i minorenni ha tre competenze. Innanzitutto, civile: si occupa del controllo dei doveri inerenti alla funzione genitoriale e delle adozioni e degli affidi più complessi, cioè di quelli non consensuali, quando il bambino viene collocato presso terzi limitando o facendo decadere la responsabilità genitoriale, o di quelli che si protraggono oltre i 24 mesi. In ambito penale, giudica tutti coloro i quali sono accusati di aver commesso un reato durante la minore età. Infine, c’è la cosiddetta competenza amministrativa, che riguarda interventi educativi: il giudice può affidare i minori ai servizi sociali o a una comunità quando l’intervento pur correttamente esercitato dei genitori non è sufficiente, per esempio nel caso di un minore che fa abuso di sostanze stupefacenti”. Le Procure minorili svolgono la funzione del pubblico ministero minorile. “L’aspetto più interessante – sottolinea la professoressa – è la specializzazione di questi organi giudiziari, sia della Procura sia dei Tribunali per i minorenni: hanno una competenza esclusiva, in quanto si occupano solo di problematiche relative a minorenni. Tutto il mondo ci invidia la composizione dei nostri Tribunali per i minorenni: magistrati togati scelti tra persone che abbiano una particolare competenza, sensibilità ed esperienza nel campo, affiancati da giudici onorari. I magistrati che lavorano nelle Procure minorili devono aver seguito appositi corsi ed avere competenze tecniche e sensibilità”.

Allora, perché cambiare? “Le ragioni di questo disegno di legge delega – spiega Mazzucato – sono dichiaratamente quelle di dare efficienza e di contenere i costi, due esigenze comprensibili e doverose, ma il primo problema è se davvero si guadagna in efficienza con la proposta di istituire il Tribunale della famiglia e della persona e, presso i Tribunali ordinari e presso le Corti di appello e sezioni distaccate di Corti d’appello, le sezioni circondariali e distrettuali specializzate per la persona, la famiglia e i minori. Con la riforma si sopprimerebbero organi giudiziari ad hoc per i minorenni e si istituirebbero delle sezioni circondariali e distrettuali, in cui confluirebbero non solo le competenze minorili, ma anche quelle che riguardano i compiti che attualmente sono dei Tribunali ordinari nell’ambito della separazione e del divorzio e le competenze dei giudici tutelari per gli incapaci e gli interdetti.

Lo stesso Csm, in una delibera dello scorso luglio, esprime delle perplessità rispetto alla soppressione dei Tribunali e delle Procure per i minorenni perché si perde questa ‘dedicazione’ all’ambito minorile.

E l’interesse del minore, come dicono fonti internazionali, ad esempio la Convenzione di New York sui diritti dell’infanzia che l’Italia ha ratificato, e la nostra Costituzione, è prevalente su quello degli adulti e deve essere ricercato in qualsiasi decisione”.

Al centro il bene dei minori. “Non si parla di Tribunali o Procure dei minorenni, ma per i minorenni – fa notare la docente -: anche nell’ambito penale la bussola di questi organi giudiziari è la protezione e il bene dei minori, pure quando la Procura chiede e il Tribunale dispone una misura sanzionatoria. Non a caso il diritto minorile è frutto di una società evoluta e sensibile. I Tribunali e le Procure per i minorenni hanno la funzione di costruire delle attese di cambiamento positivo, il loro lavoro è tutto rivolto al futuro. I magistrati e i giudici onorari fanno un lavoro di ascolto, di indagine sociale, in modo da cercare la soluzione migliore possibile.

La loro specializzazione, competenza e interdisciplinarità hanno fatto della giustizia minorile il fiore all’occhiello della nostra giustizia”.

Tra l’altro, “la riforma distingue tra sezioni distrettuali, che hanno le competenze dei Tribunali per i minorenni, e le sezioni circondariali che hanno le attuali competenze dei Tribunali ordinari sulla famiglia: di conseguenza, continuerebbe a esserci un problema di raccordo”. Essendoci ancora dei margini al Senato, “l’auspicio è che non si arrivi alla soppressione, ma si pensi a potenziare e rendere più efficienti Tribunali e Procure per i minorenni. La speranza è che i minori siano al centro dell’interesse del Senato e del Parlamento.

Un mondo dove i minori vivono bene è un mondo dove vivono bene tutti”.

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