L’album delle figurine dei santini. Don Roberto Fiscer: “Sono loro i nostri idoli”

È l'iniziativa sostenuta dal viceparroco nella chiesa di San Martino d’Albaro di Genova, che ieri dopo la messa ha distribuito le prime copie dell’album.“I santi - ha spiegato - non sono solo miti ideali ma persone concrete, come noi, che però ad un certo punto hanno avuto una marcia in più”. L'album è composto di 33 figurine, un numero che da una parte riporta alla memoria gli anni di Cristo e, dall'altra, coincide con quello di tre squadre schierate in campo. Anche i santi scelti sono significativi: figure, forse più tradizionali, come padre Pio, santa Lucia, san Giovanni Bosco, sono insieme a Madre Teresa, Massimiliano Kolbe, Chiara Luce Badano e padre Pino Puglisi. Tra le pagine, uno spazio è stato lasciato volutamente vuoto per accogliere la fotografia di ciascuno bambino

“È bello dare ai nostri giovani un’immagine della religione luminosa e gioiosa, perché la religione non è qualcosa di noioso ma è qualcosa di così bello che ti puoi attaccare al cuore, come una figurina, e che non va più via”. Don Roberto Fiscer è viceparroco nella chiesa di San Martino d’Albaro di Genova ed ha presentato ieri mattina la sua ultima iniziativa: l’album delle figurine santini. “Come è nata l’idea? Stando con i ragazzi – ha spiegato -. E visto che per noi cristiani i nostri idoli sono i santi, abbiamo pensato di creare qualcosa che potesse aiutare i più giovani a conoscerli”. È con questo spirito che ieri, alla fine della messa delle 10.30, ha distribuito le prime copie dell’album che richiama, anche nel nome, la più nota pubblicazione Panini. Un nome tutt’altro che casuale visto che, se da una parte si può parlare di “fede calcistica”, in questo caso di tutt’altra fede si parla. “I santi – ha spiegato – non sono solo miti ideali ma persone concrete, come noi, che però ad un certo punto hanno avuto una marcia in più”.

33 figurine. Da questa convinzione è nata quella che lo stesso giovane sacerdote ha definito “una provocazione”. Ossia “perché loro sì e noi no?”, ovvero perché se loro sono diventati santi non potremmo anche noi fare lo stesso? L’album è composto di 33 figurine, un numero non casuale ma altamente simbolico. Da una parte riporta alla memoria gli anni di Cristo dall’altra, per proseguire con la metafora calcistica, coincide con quello di tre squadre schierate in campo. Anche i santi e i beati scelti sono significativi: figure, forse più tradizionali, come padre Pio, santa Lucia, san Giovanni Bosco, sono insieme a Madre Teresa, Massimiliano Kolbe, Chiara Luce Badano, focolarina di Sassello morta a 18 anni per un tumore osseo e dichiarata beata nel 2008, e padre Pino Puglisi, primo martire della Chiesa ucciso dalla mafia, beatificato nel 2013. Tra le pagine dell’album, accanto ai 32 spazi per le figurine dei santi, uno spazio è stato lasciato volutamente vuoto per accogliere la fotografia di ciascuno bambino.

“Abbiamo anche pensato di lasciare lo spazio per una figurina vuota – ha affermato don Roberto Fiscer -, perché ciascun bambino possa incollare una sua foto. Il nostro obiettivo, infatti, è spiegare loro che non ci sono solo i santi riconosciuti dalla Chiesa perché anche ciascuno di noi può diventare santo”.

Le figurine non saranno vendute in edicola ma verranno distribuite a Messa e al catechismo e saranno in edizione limitata proprio per invitare i ragazzi allo scambio per completare la raccolta. Alcune, poi, saranno figurine “rare”. Durante il gioco ci si scambierà le doppie “anche se nella vita nessuno di noi è doppio, ciascuno è unico e la sfida della vita è proprio questo: nascere originali e non diventare fotocopie”.

Offerte per le attività pastorali. La prima tiratura, di un centinaio di copie, è già andata esaurita ieri mattina ma altre tirature seguiranno per soddisfare le richieste che già iniziano ad arrivare da altre parrocchie, dai responsabili di gruppi ecclesiali, da alcuni catechisti e tramite i social network. “È stata una bella esperienza – ha proseguito don Roberto -, si è creato un clima particolare ed era veramente bello vedere i bambini e l’entusiasmo con cui sfogliavano gli album e si scambiavano le figurine fuori dalla chiesa dopo la messa”. “Con il ricavato delle offerte – ha concluso l’ideatore – vogliamo finanziare la radio parrocchiale e le attività pastorali dell’oratorio e della parrocchia per raggiungere, come dice Papa Francesco, i più lontani, i più piccoli ed i più poveri”. La radio si chiama “Radio Fra le note” ed è l’emittente cristiana che lui stesso ha fondato alcuni anni fa nell’oratorio parrocchiale, che trasmette in streaming e sul canale 702 del digitale terrestre. L’emittente ha in palinsesto programmi come Discoratorio, Praylist e Aperitabor e segue altre esperienze pastorali tra le quali la prima discoteca cristiana della diocesi di Genova, creata alcuni anni fa, sulla spiaggia di Arenzano.

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