Se pure il vigile romano butta a terra la cicca di sigaretta, chi ci salverà dalla sporcizia? E tanti saluti a leggi e multe

Dal 2 febbraio a Roma, e in tutta Italia, sono scattati i divieti contro chi getta i mozziconi di sigarette per strada. Lo prevede la legge 28 dicembre 2015, n. 221, sulla “green economy” pubblicata  sulla Gazzetta Ufficiale il 18 gennaio. Si rischia una multa da 30 a 300 euro per chi, finito di fumare, getta per strada ciò che rimane della “cicca”. Una legge che dovrà fare i conti con lo scarso senso civico di tanti cittadini. Le istituzioni e chi le rappresenta sul territorio saranno in grado di farla rispettare? A vedere ciò che accade in giro non c’è da stare allegri. Per il momento…

L’ultimo tiro di sigaretta, a contemplare l’eterna bellezza di Fontana di Trevi, e poi con “nonchalance” eccolo schiacciare la cicca a terra, in attesa della prossima da accendere. Protagonista della scena, non ci crederete,  è un vigile urbano di Roma Capitale in servizio proprio davanti a uno dei monumenti simbolo dell’Urbe, tra i più visitati e ammirati dai turisti di tutto il mondo. Forse ammaliato da tanta bellezza e da tanta arte, al vigile deve essere passata di mente la recente approvazione della legge 221, che all’articolo 40 recita testualmente: “I Comuni provvedono a installare nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale appositi raccoglitori  per la raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo. Al fine di sensibilizzare i consumatori sulle conseguenze nocive per l’ambiente derivanti dall’abbandono dei mozziconi dei prodotti da fumo, i produttori, in collaborazione con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, attuano campagne di informazione.

È vietato l’abbandono di mozziconi dei prodotti da fumo sul suolo, nelle acque e negli scarichi”.

Lo stesso divieto è esteso anche “alla dispersione incontrollata nell’ambiente di rifiuti di piccolissime dimensioni, quali anche scontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare, è vietato l’abbandono di tali rifiuti sul suolo, nelle acque, nelle caditoie e negli scarichi”.

Una legge anti sporcizia. Insomma, una vera e propria legge “anti sporcizia” sulla quale il vigile fumatore avrebbe dovuto vigilare, così come il suo collega che gli era a fianco. Va detto, infatti, che la legge 221 potrebbe rappresentare una svolta poiché comporterebbe una riduzione dell’impatto ambientale ed un notevole risparmio nelle casse dei Comuni, che ogni anno spendono ingenti somme per la pulizia delle strade. Sempre che si faccia rispettare la legge. Ma chi controlla i controllori? La legge 221 rischia, così, di aggiungersi alla lunga lista delle leggi ignorate dagli italiani. Se i cittadini non rispettano la nuova normativa, nemmeno i Comuni fanno la loro parte: in seguito alle disposizioni antiterrorismo i cestini in ghisa sono stati sostituiti da contenitori con buste di plastica trasparente che non contemplano soluzioni per i fumatori e che in certe zone, come ad esempio via del Corso a Roma, sono introvabili. Allo stesso tempo, come dispone la legge, i produttori e il Ministero dell’ambiente avranno il compito di attuare campagne di informazione per “sensibilizzare i consumatori sulle conseguenze nocive per l’ambiente derivanti dall’abbandono dei mozziconi” e di altri rifiuti di piccole dimensioni.

Scenario sconcertante. Purtroppo la guerra contro la sporcizia e il degrado parte decisamente in salita: basta camminare per il centro di Roma per rendersene conto. Gettare un mozzicone a terra o liberarsi di uno scontrino appena usciti da un negozio è quasi un’abitudine. Dicono che le leggi definiscono, e talvolta cambiano, una società, ma questo non è sempre vero. Se si parcheggia una macchina in sosta vietata, se si sale su un autobus o su un treno senza biglietto, se si getta una cartaccia a terra, si rischia una multa. Eppure non mancano le auto posteggiate in doppia fila, non mancano i furbetti che saltano i tornelli della metro e non mancano nemmeno gli incivili che con uno schiocco di dita gettano il mozzicone in mezzo a una delle piazze più belle del mondo di cui Roma e l’Italia sono ricche. A mancare è la mentalità giusta, il senso civico e l’interesse verso la collettività: una lattina lasciata vicino a un cestino, magari dopo un canestro fallito, ne è l’esempio. Così come lo è la reazione dei vigili urbani, nel caso specifico romani, se vengono poste loro domande in merito a questi divieti, che non sembrano essere davvero una priorità.

Ecco le risposte più educate che abbiamo ricevuto: “E che ne so io?” oppure “Non siamo autorizzati a rispondere”.

Insomma, gli addetti ai lavori non sembrano preparati o lontanamente interessati  alla questione della sporcizia urbana e delle multe collegate ai comportamenti lesivi. A Roma, da piazza del Popolo a piazza Navona, passando per Campo de’ Fiori, è meglio non guardare per terra. In questo scenario sconcertante, però, consola l’immagine di un vigile che, davanti al Pantheon, dà il buon esempio: non cade in tentazione e si sposta dal gruppo di colleghi proprio per buttare il mozzicone spento nel cestino.

Ma in generale, almeno stando alla cronaca di questi primi giorni, i nuovi divieti sembrano non aver scalfito le insane vecchie abitudini. Il decoro urbano passa in secondo piano rispetto alla scocciatura di tenersi una cartaccia in mano o di munirsi di scatolina porta-mozzicone. Se l’immagine di un vigile che getta la “cicca” a terra ora non sorprende, la speranza è che possa, un giorno, farlo. E magari dare il buon esempio a noi cittadini indisciplinati. Purché non avvenga il contrario, ché non sarebbe bello per i pizzardoni romani.

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