Giochi invernali con la neve e con il gelo

Fino agli anni Sessanta del secolo scorso, nei nostri paesi e in città ci si divertiva servendosi esclusivamente delle risorse naturali disponibili a costo zero. Bambini e ragazzi, fino a quegli anni, non sapevano proprio cosa volesse dire andare a sciare in montagna

Per «giochi invernali» sono da intendere quelli animati con la neve e col gelo, ossia con due risorse naturali disponibili a costo zero, che attiravano fino agli anni Sessanta la fantasia di bambini e di ragazzi, che non sapevano proprio cosa volesse dire andare a sciare in montagna. La loro montagna era in pianura, al massimo a qualche centinaio di metri da casa… E allora anche una berretta di lana diventava uno strumento ed una occasione per giocare.

Il pupazzo di neve

L’arrivo della neve sprigionava sempre nei fanciulli allegria e frenesia. E il pupazzo, costruito con la bianca e friabile materia, si tramutava subito in omaggio alle falde cadute dal cielo. A propria volta, il pupazzo diventava per i bambini più piccoli, nei cortili e in strada, un compagno di giochi, pur nella sua immobilità silente. Acquistava come le valenze di un totem protettivo, mentre i bambini lo osservavano e mentre lui li guardava, ponendosi nell’immaginario come l’intramontabile simbolo che caratterizzava da sempre l’inverno.

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