Spagna: modellare la comunità cristiana per essere lievito nella società. La “ricetta” della Caritas

Lanciata la campagna istituzionale Caritas per il periodo 2016-17 intitolata “Chiamati a essere comunità”. Partecipazione attiva, da credenti, nella realtà territoriale e nazionale, per trasformare la vita quotidiana nel segno del vangelo. Diritti, giustizia, fraternità alcune delle "parole d'ordine" assieme alla "costruzione di reti". Necessario misurarsi con individualismo, mobilità umana, tutela del Creato. Due appuntamenti di rilievo: Natale e Corpus Domini

“Chiamati a essere comunità”: è il tema che Caritas spagnola ha scelto per la sua campagna istituzionale 2016-17, lanciata in questo mese di novembre, con l’obiettivo di porre l’accento sul valore della partecipazione e della comunità come punti focali del progetto di trasformazione sociale e di costruzione del Regno di Dio conforme al messaggio del Vangelo. Quella attuale è la terza tappa della campagna globale che Caritas spagnola ha presentato per il triennio 2014-17, che ha per tema “Ama e vivi la giustizia”, centrata sulla persona e sulla difesa dei suoi diritti fondamentali. Durante il primo anno (2014-15), il messaggio centrale era stato “Cosa fai con il tuo fratello?”, mentre nel secondo anno (2015-16), l’esortazione era stata “Pratica la giustizia. Lascia il tuo segno”.

 

Tessere reti. Per questo terzo e ultimo anno della campagna globale, “tessere reti, fare comunità, unirsi al lavoro, ai sogni, fare ‘com-unione’ con gli altri è la chiave che ci permette di entrare negli altri mondi possibili dove fluiscono correnti di amore, giustizia, fraternità, che trasformano e alimentano la speranza delle persone”, si legge nella guida della campagna 2016-17. Coerentemente con il messaggio triennale di “amare e vivere la giustizia”, questo invito, come sottolineano i responsabili della campagna,

“è reso possibile dalla comunità, dal fare rete con gli altri, perché siamo chiamati a imparare a vivere insieme”,

a “convivere in pace, a realizzare la giustizia, la fraternità tra noi, che viviamo in questa casa comune, la Madre Terra che ci accoglie tutti”.

 

Quattro obiettivi. Sono quattro gli obiettivi specifici della campagna annuale. Innanzitutto, bisogna “aumentare la consapevolezza dell’importanza di imparare a vivere insieme nella realtà globale del nostro mondo. La mobilità umana, caratteristica del nostro tempo, porta alla necessità di vivere insieme fra persone provenienti da luoghi, culture, religioni diversi. Le migrazioni forzate ci obbligano ad avvicinarsi alla realtà di queste persone e di attuare il nostro impegno nei loro confronti”. Occorre, inoltre, “prendere coscienza della responsabilità per la salvaguardia del Creato. È necessario preservare l’equilibrio tra i diversi habitat per raggiungere un equilibrio sostenibile. La nostra generazione non ha il diritto di distruggere l’eredità dell’umanità”. E ancora è necessario “denunciare le situazioni di ingiustizia e di mancanza di realizzazione dei diritti umani attraverso le nostre azioni e gesti, a partire dalla speranza che sia possibile costruire una società diversa”. Infine, serve “incoraggiare e lavorare sul rafforzamento delle nostre comunità come base per la trasformazione della società, rendendole spazi dove vivere la fraternità e la solidarietà, vera oasi di accoglienza e partecipazione”. Di fronte al crescente individualismo, all’anonimato in cui viviamo, all’indifferenza nei confronti della realtà dell’altro, la campagna istituzionale della Caritas vuole essere una proposta per “vivere in comunione, perché nulla di umano ci sia indifferente, perché siamo tutti responsabili di tutti”.

 

Costruire una nuova società. La campagna “Chiamati a essere comunità” vivrà

due momenti di particolare rilievo: il Natale e il Corpus Domini.

A Natale, quando si celebra la nascita di Gesù, il Figlio di Dio, la campagna pone particolare attenzione nel ricordare come “siamo chiamati a costruire di nuovo, a partire dalla novità e dalla semplicità di un Dio che si fa umano e ci ricorda che tutte le creature sono figli e figlie, fratelli e sorelle. Questo è il nostro punto di partenza per essere comunità, per costruire una nuova società”. La festa del Corpus Domini è il momento nel quale la Caritas celebra la Giornata della carità. Questo giorno, che tutta la Chiesa dedica in maniera specifica alla Caritas, è un momento speciale “per celebrare l’amore che si dona, soprattutto, ai preferiti di Dio, a quelli che vivono in povertà e sono vittime della disuguaglianza, senza diritti, esclusi da tutti”. Sono numerose le Caritas diocesane che celebrano lungo tutta una settimana un programma intenso di attività per far conoscere a tutta la società i progetti socio-caritativi che essa sviluppa in ogni territorio.

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