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L’Isis stermina le minoranze religiose. “È genocidio”: la condanna del Parlamento Ue

La sessione plenaria dell'Assemblea di Strasburgo ha messo ai voti - dopo un precedente dibattito in aula - una risoluzione intitolata “Sterminio sistematico delle minoranze religiose da parte dell’Isis”. Non si tratta di un semplice atto simbolico, perché il testo "apre la strada a misure preventive e ulteriori azioni per fermare" le persecuzioni "in corso contro i cristiani, gli yazidi e altre minoranze etniche". Ora spetta all'Onu agire con determinazione

Oggi il Parlamento europeo voterà una mozione congiunta in vista di una risoluzione sullo “sterminio sistematico delle minoranze religiose da parte dell’Isis”. Questa risoluzione mira a rendere visibili i crimini internazionali commessi contro tutte le minoranze religiose da questo gruppo terroristico, in particolare, i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra e il genocidio. Rappresenta un ulteriore passo rispetto alla risoluzione già approvata nel marzo 2015 dal Parlamento europeo sulle atrocità commesse dall’Isis contro le minoranze religiose.
La rilevanza di questa nuova decisione del Parlamento europeo non è soltanto simbolica, ma apre la strada a misure preventive e ulteriori azioni per fermare l’incipiente genocidio in corso contro i cristiani, gli yazidi e altre minoranze e comunità etniche e religiose, e per poter perseguire gli autori di tali crimini.La Convenzione Onu del 1949 per prevenire e punire il crimine di genocidio obbliga le parti contraenti a “prevenire e punire” il crimine di genocidio (art. 1) e autorizza chiunque di essi a “invitare gli organi competenti delle Nazioni Unite ad adottare, ai sensi della Carta delle Nazioni Unite, ogni misura che essi giudichino appropriata ai fini della prevenzione e della repressione degli atti di genocidio” (art. 8).
Questa azione include: a) misure efficaci per proteggere le vittime; b) azioni proporzionali che impediscano agli aggressori di commettere un genocidio nei confronti delle minoranze religiose o ne interrompano l’azione; c) assistenza umanitaria fornita ai membri del gruppo che sono vittime dirette o indirette di atti di genocidio (ad esempio rifugiati); d) il rinvio degli atti di genocidio dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite alla Corte penale internazionale, affinché quest’ultima possa perseguire coloro che commettono, cospirano, incitano, tentano o sono complici nel commettere un genocidio, compresi i singoli individui privati.
Questa risoluzione del Parlamento europeo è concomitante a quella adottata lo scorso 27 gennaio dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, in cui si riconosceva che

Daesh ha perpetrato atti di genocidio e altri gravi crimini punibili ai sensi del diritto internazionale,

affermando che “gli Stati membri dovrebbero agire in base alla presunzione che Daesh commetta un genocidio”.
Questo passo importante dovrebbe essere seguito da un’azione più decisiva a livello delle Nazioni Unite, in particolare del Consiglio di Sicurezza, che è autorizzato a rendere esecutive le decisioni per la tutela dei cristiani e delle altre minoranze religiose vittime di atti di genocidio e a perseguire i membri dell’Isis responsabili di tali azioni di genocidio.

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