Quattordici tessere fanno grande il mosaico della vita consacrata

La prefazione a firma di Timothy Radcliffe, a suo tempo Gran Maestro dei Domenicani, spazza la strada e la spiana portandola altrove: nel regno della libertà, senza infingimenti “questo libro racchiude conversazioni meravigliose”. Dalla Confederazione benedettina all’Ordine Cistercense, passando per Carmelitani, Gesuiti, Frati Minori, Frati predicatori, Fratelli Maristi, Fatebenefratelli, Salesiani, Orionini e Verbiti, Paolini e Legionari di Cristo, per finire con l'Unione dei superiori generali

Una galleria di volti. Precisamente quattordici: altrettante tessere per il grande mosaico della vita consacrata.
Riccardo Benotti (autore del libro-intervista edito dalla Lev con il titolo “Viaggio nella vita religiosa”), incontrando il rappresentante “vertice” di una famiglia religiosa, in cui ognuno gode del proprio lessico familiare, scava e porta alla luce un carisma che lo Spirito Santo ha immesso nella storia, che continua a sostenere e a guidare nel misterioso disegno di Dio sull’umanità.
Ci si potrebbe attendere un assemblaggio statico che risponda sia ai canoni dell’Annuario Pontificio sia ad un’etichetta clericale che fa sempre quadrare il cerchio o fa tornare i conti. Sfacciatamente.
La prefazione a firma di Timothy Radcliffe, a suo tempo Gran Maestro dei Domenicani, spazza la strada e la spiana portandola altrove: nel regno della libertà, senza infingimenti “questo libro racchiude conversazioni meravigliose”.
Conversazioni con persone normali, prive di schermi e non poste in alto in una nicchia da cui tutto osservano e decidono.
La galleria perciò incuriosisce e ci si ritrova a tu per tu con qualche fratello che, prima di te (e forse anche meglio), ha ascoltato la voce dello Spirito e ha osato accettare una chiamata che avrebbe resa profetica la sua vita, desiderando solo annunciare la Presenza di Dio nella propria storia e in quella di ciascuno/a.
Le domande poste seguono, nella loro diversità e spontaneità legata alla personalità messa nel mirino, una logica intrinseca: la persona e la sua vita, quella quotidiana, semplice di ogni giorno; la vita pulsante dell’Ordine che incarna oggi e qui il proprio carisma; le fatiche e le delusioni inevitabili in ogni cammino; la grande speranza non ingenua o fanciullesca ma autenticamente evangelica sul filo di papa Francesco:

Egli comprende e valorizza la vita consacrata, sa che prospereremo se ci scrolleremo di dosso le introversioni del clericalismo, se offriremo la nostra vita con coraggio e generosità. Egli ci infonde coraggio per il futuro. Ci attende una nuova e fiduciosa primavera.

Perché poi si tratti di interviste a soli maschi, ce lo spiega l’autore: “un’opzione di campo…vogliono dimostrare che è possibile essere autentici testimoni del Vangelo”.
Dalla Confederazione benedettina all’Ordine Cistercense, passando per Carmelitani, Gesuiti, Frati Minori, Frati Predicatori, Fratelli Maristi, Fatebenefratelli, Salesiani, Orionini e Verbiti, Paolini e Legionari di Cristo, per finire con l’Unione dei superiori generali.
Una galleria cangiante e dinamica, che ha solcato i secoli imprimendo il proprio sigillo alla cultura, all’arte, alla teologia, al soccorso dei bisognosi ma, soprattutto, ha testimoniato che la persona umana è fatta per Dio e, nel suo peregrinare nel tempo e nella storia, non è sola ma affiancata da tanti e diversi fratelli. A tutti può voler bene, da tutti può trarre bene, con qualcuno può entrare in grande empatia di passo.
Una sfida che brucia le navi dietro di sé per seguire il Signore in libertà assoluta, per non trarne guadagno.
Una sfida che sa guardare agli scandali senza arretrare o lasciarsi distruggere, li sa guardare negli occhi, dare loro il nome e continuare a sfidarli nel nome della Buona Notizia.
Chi poi volesse comprendere il ruolo del clown, cioè “essere i pagliacci di Dio, coerenti nella vita e nelle scelte”, non ha che da passeggiare nella galleria e, concluso il viaggio, sostare dopo la lettura ad osservare le fotografie di ciascun membro del Circo di Dio, studiarne la fisionomia, rallegrarsi per le tensioni interiori che lo innervano, stupirsi del coraggio nel portare avanti un servizio arduo e spesso ingrato o quanto meno non compreso.
Una pagliacciata che può segnare la svolta verso cui lo Spirito ci sospinge. E che ci attende non come spettatori passivi ma come autentici e gioiosi attori.

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